LA MODA DEL GLUTEN FREE: FOBIA FONDATA O SEMPLICE MANIA?

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Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre di più la moda del gluten free.

Se alcune volte questa è sostenuta e motivata da veri problemi di intolleranza, nella maggior parte dei casi, invece, risulta essere solo un’infondata e costosa mania.

Ma, entriamo più nei dettagli…

La parola glutine deriva dal latino gluten, cioè colla, difatti questa sostanza conferisce viscosità, elasticità e coesione ai composti farinacei, consentendo a farina e acqua di legarsi insieme.

Il glutine è un componente di origine proteica presente in natura in vari tipi di cereali tra cui frumento, segale, orzo, farro, kamut, spelta e triticale.

Di conseguenza, lo possiamo trovare, in tutti quegli alimenti prodotti con questi tipi di cereali come pasta, pane, pizza, biscotti e tutti i prodotti da forno, ma spesso lo possiamo trovare anche in altri prodotti come sughi, zuppe pronte e cioccolato.

Il glutine è composto da due tipi di proteine:

  • la glutelina (detta glutenina nel grano)
  • la prolammina (chiamata anche gliadina nel grano, ordeina nell’orzo, secalina nella segale, avenina nell’avena)

Glutenine e gliadine costituiscono insieme circa l’80% del totale proteico del chicco del grano.

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La sostanza scatenante l’effetto tossico per gli intolleranti al glutine è la prolammina, che causa una risposta anomala del sistema immunitario dando origine alla cosiddetta celiachia, una malattia di origine genetica.

Questa si manifesta provocando l’infiammazione e l’atrofia dei villi intestinali, i quali hanno la funzione di assorbire le sostanze nutritive introdotte con gli alimenti.

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Altre reazioni avverse se non trattata per tempo possono, quindi, essere:

  • dolori addominali e diarrea, a volte accompagnati da gonfiore dovuto all’eccessiva produzione di gas intestinali
  • malassorbimento per quanto riguarda vitamine, minerali, grassi e carboidrati e possibile perdita di peso
  • dermatiti e ulcere
  • anemia causata dal malassorbimento di ferro e vitamine B9 e B12
  • osteopenia, osteoporosi e problemi alle unghie causati dal malassorbimento del calcio e della vitamina D
  • rischio di sanguinamenti anomali in alcuni pazienti che presentano problemi di coagulazione del sangue dovuti alla carenza di vitamina K
  • cefalee e altri disturbi neurologici
  • disfunzioni a carico della tiroide
  • maggior predisposizione al rischio di linfomi intestinali
  • fatica, stanchezza cronica e depressione
  • altri sintomi vari

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La celiachia viene individuata per mezzo degli esami del sangue e della biopsia intestinale, mediante i quali si ricerca la presenza degli anticorpi specifici e si va a verificare lo stato di salute intestinale.

In caso di presenza accertata della malattia, per notare miglioramenti sarà sufficiente osservare una rigorosa dieta senza glutine a vita.

Da tutto ciò possiamo capire che la celiachia è una vera e propria malattia, che non ha niente a che vedere con una moda o con una dieta per perdere peso.

Nonostante ciò, resta la più diffusa negli Stati Uniti.

Questa tendenza è stata largamente diffusa dai media e da alcuni personaggi famosi, che hanno spostato l’attenzione sull’alimentazione gluten free da un settore di nicchia a uno più di largo consumo.

Così molte persone finiscono per diagnosticarsi autonomamente la celiachia anche se i sintomi sono riconducibili ad altre patologie, alimentando un mercato in continua espansione.

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Uno studio australiano pubblicato sul Medical Journal of Australia ha dimostrato come per ogni persona realmente affetta da celiachia ve ne siano altre 7 convinte di essere sensibili al glutine.

In Italia, sono 6 milioni gli italiani convinti di essere affetti da questa patologia e che consumano regolarmente alimenti privi di glutine.

Se anche tu sei tra le persone che hanno eliminato il glutine e dicono di sentirsi meglio, sappi che in questi casi se non vi è un’allergia accertata, l’effetto placebo è il fattore predominante.

Chiunque tolga qualche particolare alimento dalla propria alimentazione dirà di sentirsi meglio.

Al di la di ogni scelta etica o convinzione salutistica ciò lo possiamo riscontrare in qualsiasi dieta ad esclusione: dal glutine, alla dieta vegana, a quella alcalina, alla dieta paleo, fino ad arrivare alla dieta del gruppo sanguigno.

La privazione di stress mentale dato dalla convinzione di allergia a livello psichico si riflette in una miglior stato di benessere a livello fisico, che non ha niente a che vedere con gli alimenti esclusi dalla dieta.

Pensare che alimenti privi di glutine siano necessariamente cibi salutari e migliori sotto il profilo nutrizionale è una credenza totalmente sbagliata.

Se andiamo a vedere i valori nutrizionali, infatti, sono comparabili sia a livello calorico che di macronutrienti.

Spesso, invece, per compensare alla mancanza del glutine e rendere il prodotto più appetibile a livello sensoriale vengono aggiunte maggiori quantità di grassi, zuccheri, sale e additivi che influiscono negativamente sulla qualità del prodotto.

E’ stato dimostrato che i celiaci a dieta priva di glutine da molto tempo possono andare incontro a carenze di  micronutrienti, quali magnesio, fibre e vitamine del gruppo B, poiché sono maggiormente presenti negli alimenti esclusi.

Chi elimina il glutine dalla propria alimentazione deve porre una maggior attenzione all’apporto nutritivo e dev’essere seguito da un professionista che gli possa suggerire  delle alternative appropriate.

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La convinzione di poter godere di miglior salute e di una miglior forma fisica si dimostra purtroppo una scelta piuttosto costosa.
E’ stimato infatti che una dieta gluten free sia fino a 17 volte più costosa di una dieta normale.

Sono circa 105 i milioni spesi ogni anno dagli italiani per procurarsi alimenti senza glutine.

Nonostante ciò, la ricerca ha ampiamente dimostrato che per i non celiaci alimentarsi gluten free non porta ad alcun beneficio.

A che pro, quindi, seguire questa moda?

Come dice un noto divulgatore in ambito scientifico: “Nell’era dell’informazione rimanere ignoranti ed essere preda delle bufale alimentari, è una scelta”.

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